
La sentenza del Tar del Lazio sul conferimento da parte del Comune di Roma ad Ama del Centro Carni di Guidonia conferma la “piena legittimità dell’operazione di ricapitalizzazione” dell’azienda di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani e non ostacolerà il piano di risanamento di Ama avviato dall’Amministrazione capitolina.
E’ quanto sottolinea l’Avvocatura del Comune precisando che il tribunale amministrativo ha “accolto solo parzialmente il ricorso presentato da alcuni operatori contro la delibera di conferimento approvata lo scorso anno dal Consiglio comunale. I giudici, spiega l’Avvocatura, hanno infatti cassato, per difetto di motivazione, solo alcuni passaggi del provvedimento “convalidando, per altro verso, in ogni sua parte tutte le scelte fatte dall’Amministrazione”.
Non ci sarà, dunque, alcun ostacolo all’ulteriore prosecuzione delle procedure di assegnazione del Centro Carni ad Ama per un importo complessivo di 92 mln di euro come garanzia per le banche e come passaggio propedeutico all’aumento di capitale previsto dal piano di risanamento.
“Il Tar – precisa l’Avvocatura – ha, infatti, riconosciuto che il Comune ha piena facoltà di assumere le decisioni più opportune sull’utilizzazione dei propri beni e ha respinto i ricorsi per la parte in cui prospettavano censure della delibera di conferimento legate, tra l’altro, alla violazione dei principi sull’indebitamento delle aziende a capitale misto e sulla normativa comunitaria in materia di aiuti di Stato”. La parziale illegittimità del provvedimento approvato dal Comune, così come sancito dalla sentenza del Tar, potrà oltre tutto essere definitivamente superata dall’Amministrazione individuando specifiche misure che garantiscano meglio gli operatori ricorrenti durante le ulteriori fasi necessarie a perfezionare l’acquisto del Centro Carni da parte di Ama.