Roma 17 maggio 2012

BRANCALEONE > mostre/teatro/cinema 16-17-18 dicembre

Comunicato stampa - editor: RM
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BRANCALEONE > mostre/teatro/cinema 16-17-18 dicembre
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BRANCALEONE > mostre/teatro/cinema16-17-18 dicembre

- Giovedì 16
UNA VITA DIFFICILE. Il Manifesto e Radio Popolare Roma insieme per una notte, -evento al Brancaleone di Roma per finanziare le due testate indipendenti minacciate dai tagli del governo.

TONINO CAROTONE live
TORPEDO SOUND MACHINE live
ROY PACI live
ROBERTO CIOTTI live
SIMONE CRISTICCHI live
ROSALIA DE SOUZA live
SANDY MULLER live
ROBERTO ANGELINI live
ANDREA SATTA live
ADRIANO BONO live
PIERO BREGA & ORETTA ORENGO live
DJ SET : Soul Kitchen , Mercy Far I (One Drop), Marco Boccitto e Francesco Adinolfi.
Ingresso a sottoscrizione a partire da 7 euro

- Venerdì 17 @ Branca Mon Amour
MATTHEW DEAR (US) live In collaborazione con 3D, Dna Concerti e Dissonanze
Martux _ M live
Valerio Zero
Garden: h.21 VOCI NEL DESERTO –rave teatrale e dalle 23 Image _ _ _ _ _ Consutling a cura dell’Accademia del Lusso e della Moda.
Sala Expò: Dj Tuppi after show
Ingresso: 15/10 euro FREE ENTRY ENTRO LE 23

- Sabato 18 @ The Millionaire Party 3
AMERICAN GRAFFITI (Radio Popolare Roma 103.3) HOPE NOT HYPE & THE _ CHURCH OF FONZIE presentano
La Festa della Grande Depressione dj set HOPE NOT HYPE - Arpad und Blitz inc. in da Ruined House
Sala Expò: personale di Gaspard Njock (pittura)
Ingresso: 5 €


VOCI NEL DESERTO –rave treatrale
"Mai come ora è giustificato l’allarme. Assistiamo a segni inequivocabili di disfacimento sociale: perdita di senso civico, corruzione pubblica e privata, disprezzo della legalità e dell’uguaglianza, impunità per i forti e costrizione per i deboli, libertà come privilegi e non come diritti, legami sociali a rischio, idee secessioniste, pulsioni razziste e xenofobe, volgarità, arroganza e violenza nei rapporti tra gli individui e i gruppi. Preoccupa soprattutto l’accettazione passiva che penetra nella cultura. Una nuova incipiente legittimità è all’ opera per avvilire quella costituzionale. Non sono difetti o deviazioni occasionali, ma segni premonitori su cui si cerca di stendere un velo di silenzio, un velo che forse, un giorno, sarà sollevato e mostrerà che cosa nasconde, ma sarà troppo tardi." Sono parole di un appello lanciato in questi giorni da Libertà e Giustizia, associazione fondata, tra gli altri, da Umberto Eco. In futuro queste parole potrebbero essere lette come una profezia. È già accaduto. Altre voci si sono alzate, clamantis in deserto. Non sono state ascoltate. Pasolini, Flaiano, Primo Levi, Giorgio Gaber…. Le loro parole, a risentirle oggi tirandole fuori dai cassetti, rispolverando vecchi dischi di vinile, riaprendo pagine di quotidiani ingialliti dalla storia, ci offrono una chiave di lettura - quasi umiliante nella sua preveggenza - sul perchè siamo arrivati a questo punto. Qualcuno, dunque, ci aveva avvertito. Finchè non la si impara, la storia si ! ripete.< BR>In altri tempi, in altri luoghi, tutto questo è già accaduto. Per questo, oggi più che mai, diventa così importante recuperare la memoria di chi ci ha preceduto ed è riuscito a leggere, negli eventi del suo tempo, ciò che noi stiamo vivendo solo ora. "Siamo un paese senza memoria: il che equivale a dire senza storia. L’Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell’oblio televisivo, ne tiene solo i ricordi,i frammenti che potrebbero farle comodo con le sue contorsioni, le sue conversioni". Lo scriveva Pasolini sul Corriere della Sera. Sono passati piu’ di trent’ anni. Ci piacerebbe far diventare anacronistiche queste parole. Frammenti di libertà di pensiero, messaggi in bottiglia affidati alle correnti del tempo: abbiamo catalogato quelli con maggior risonanza con l’attualità e ne continuiamo a raccogliere - li abbiamo privati di ogni riferimento all’autore o al tempo trascorso prima di giungere fino a noi, abbiamo dato loro una voce e li abbiamo messi in relazione attraverso la musica: ne è uscita fuori una narrazione del presente che non può non sorprendere nel momento in cui viene ristabilito l’ordine temporale e ricollocata ogni frase nel suo contesto. Possibile che fosse già tutto previsto?

Mostra personale di Gaspard Njock (pittura)
Gaspard originario del Camerun ha il suo primo contatto con l’acquerello all’età di 5 anni, tecnica che non lascerà più. A 16 anni fa la sua prima mostra nel suo paese. Nel 2005 vince una borsa di studio alla Scuola Romana dei Fumetti e si trasferisce a Roma per proseguire i suoi studi. Le sue opere ci raccontano semplicemente l’Africa.

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