Roma 30 agosto 2016

“Una pura formalità”, il film di Tornatore in scena al Teatro Ghione

Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 8 gennaio 2016
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Un noir. Il racconto di una lunga e misteriosa notte. Uomo ne aiuta un altro a cercare di capire quel viaggio, volte stupendo, a volte terribile, che è la vita.

“Una pura formalità”, l’apprezzato film di Giuseppe Tornatore, con Gérard Depardieu, Roman Polanski e Sergio Rubini, che sbarca ora al Teatro Ghione di Roma, nel suo adattamento teatrale, dal 12 al 24 gennaio. Quando uscì nelle sale, nel 1994, fu accolto, per la sua inquietante novità, con una certa difficoltà da parte della critica. Oggi è considerato uno dei film di Tornatore più belli in assoluto, un “piccolo capolavoro”.

A portare in scena lo spettacolo è la celebre Compagnia Mauri Sturno, da oltre trent’anni sui palchi di tutta Italia con grandi opere di Sofocle, Shakespeare, Goethe, Molière, ma anche di Ionesco e Beckett, Pirandello e Goldoni, di Dostoevskji e Brecht, di Mamet, Schmitt, Shaffer e Andreev. Nell’allestimento teatrale, Roberto Sturno è lo scrittore Onoff e Glauco Mauri il commissario, con loro in scena: Giuseppe Nitti, Amedeo D’Amico, Paolo Benvenuto Vezzoso, Marco Fiore. Le scene sono di Giuliano Spinelli, i costumi di Irene Monti, le musiche di Germano Mazzocchetti.

“L’intensità del racconto, il suo ritmo, illuminato da emozionanti colpi di scena, una razionale e al tempo stesso commossa visione della vita mi hanno spinto, in pieno accordo con Tornatore, a una libera versione teatrale – ha raccontato Glauco Mauri – Ho cercato di far rivivere tutta la forza drammatica della sceneggiatura modificandone quelle parti che si presentavano con dei connotati troppo cinematografici, preservandone al tempo stesso quell’intensità che dall’inizio ci avvolge nel suo misterioso intreccio. Il racconto rimane oscuro fino al suo sconvolgente epilogo dove i pezzi lacerati di una vita si compongono in una serenità inaspettata e commovente: un capovolgimento radicale di quello che sembrava un giallo.

Tema centrale di “Una pura formalità” è la ricerca della memoria. Un delitto è stato commesso e ne viene accusato un celebre scrittore, Onoff. Gli squarci che si aprono nella mente del protagonista durante il serrato interrogatorio in uno “strano” commissariato, tra libri e faldoni ingrigiti dagli anni, misteriosi graffiti sui muri e un orologio senza lancette, ricostruiscono il suo passato, risalgono alle sue origini con continui colpi di scena e, come in un thriller, lo spettatore arriva alla verità con un inatteso finale.

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