Roma 23 giugno 2017

BEVERLY PEPPER MONUMENTA SKIRA PRESENTAZIONE AL MAXXI B.A:S:E.

Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 6 dicembre 2012
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E’ con orgoglio che le edizioni Skira presentano, in occasione del novantesimo compleanno dell’artista, il libro monografico in edizione inglese della scultrice Beverly Pepper MONUMENTA.
Il 6 dicembre Beverly Pepper sará ospite al MAXXI B.A.S.E. a Roma, insieme ai curatori d’arte Lorenza Trucchi e Bruno Corá per presentare al pubblico italiano la piú completa ed inedita monografia mai pubblicata sull’artista, ripercorrendo i suoi cinquanta anni di scultura monumentale.

Il libro celebra la qualità monumentale delle sculture pubbliche permanentemente installate in tutto il mondo, incluse le fortemente acclamate "anfisculture", sculture ambientali frequentemente usate come spazi per performance di musica, danza e teatro, la più recente delle quali verrà inaugurata all’Aquila nel 2014.
Quest’ultima “anfiscultura” è stata donata da Beverly Pepper alla città dell’Aquila e si stima sarà l’anfiteatro all’aperto più grande del Centro Italia e l’area adibita a scena servirà d’inverno da pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Di lei così scrive Robert Hobbes: "Persino nel nuovo millennio, l’arte di Beverly Pepper continua ad essere rimarchevole per tre motivi…un’innata monumentalità indipendentemente dalle dimensioni reali, un dialogo continuo dovuto alla sua forte presenza pubblica, e una continua evoluzione dei concetti di forma, spazio e ambiente."

Nel 1962 Beverly Pepper era l’unica donna e una dei tre americani (gli altri due erano David Smith e Alexander Calder) invitati a lavorare nelle fabbriche metallurgiche della Italsider partecipando alla mostra storica "Sculture nella Città" curata da Giovanni Carandente; in quell’occasione gli artisti furono chiamati a realizzare le loro opere presso le locali aziende metallurgiche.
Sin da allora, Pepper ha sempre fabbricato direttamente le sue sculture, anche quando eseguite presso gli stabilimenti industriali, le fonderie di bronzo, e le cave di pietra in Umbria, Toscana e Saché, Francia. Tutto ciò richiede un immenso sforzo fisico ed un totale coinvolgimento personale raro oggi nel mondo della produzione di massa e della riproduzione meccanica dei lavori in scala.

Il libro racconta il percorso artistico nella lunga vita dell’artista, dalla scultura alta 6 metri installata a Spoleto sino alle più recenti "Manhattan Sentinels", alte 12 metri, realizzate per Federal Plaza, nella natìa New York, in acciao Cor-ten, un materiale relativamente nuovo che Beverly Pepper è tra i primi artisti ad usare. Il racconto prosegue sino alla grande antologica che vede ben 70 sculture esposte a Forte Belvedere, la fortezza michelangiolesca il cui panorama domina Firenze.

Il libro monografico mostra la perfetta fusione, senza precedenti, di scultura e land art, installazione architettonica nell’ambiente paesaggistico. "Il mio obiettivo è quello di riempire lo spazio con la stessa sostanza del mondo che lo circonda, per creare un luogo dove riflettere sulle nostre vite e per sopravvivere nel tumulto di oggigiorno" afferma Pepper.

Pioniera nell’uso dei materiali industriali più svariati, Pepper è stata tra i primi artisti a lavorare l’acciaio Cor-ten (1965) così come a realizzare fusioni in ferro. La complessità di questi lavori originali ha ispirato le più svariate interpretazioni. Nel libro Beverly Pepper: sculpture in place, Rosalind Krauss, noto critico e teorica americana, citando le parole stesse dell’artista, scrive:" ’Sono entrata a Angkor Wat che ero pittore - dice Pepper- e ne sono uscita scultore’ . Ma il paradigma pittura/scultura esploso allora ha continuato e continua ad essere presente nel lavoro dell’artista. E da nessuna parte in modo più esplicito di quanto lo sia in questo parco nella zona nord di Barcellona."

Mark Stevens, biografo e giornalista esperto d’arte, trova che nella dimensione architettonica delle opere monumentali di Pepper vi sia la stessa "sensazione di una casa, un rifugio, un’ arena (come se) i nostri corpi possano realmente penetrare questi interni come fossero delle vere e proprie stanze con fondali di terra, orizzonte e cielo"
Joseph Becherer, direttore del Meijer Gardens and Sculpture Park di Grand Rapids, negli USA, ha osservato come: "l’emergere della curva nelle opere recenti di Pepper, sia presente già nei suoi primi lavori, non come una sorta di rivisitazione delle forme prese in prestito dall’Espressionismo Astratto; piuttosto una monumentalità contenuta laddove il movimento irrompe nella monumentalità stoica dell’opera, guadagnando in lirismo".

Pepper inizia i suoi studi come pittrice al Pratt Institute e successivamente a Parigi alla Grande Chaumière con Fernand Leger e Andre L’Hôte. Passata alla scultura, comincia a farsi notare con le prime sculture in acciaio lucido dipinto all’interno, che appaiono nei primi musei e in collezioni private da Buffalo a New York. Nel ventennio successivo inizia a lavorare ad una serie di sculture fortemente connesse alla terra, che la condurranno a realizzare parchi-scultura impiegando forme tettoniche d’erba, terra e pietra.
Nel 1976, al culmine di questa ricerca troviamo la celebre scultura "amphisculpture", una sorta di arena in pietra che degrada nel terreno, realizzata per "AT&T world headquarters" in New Jersey. Queste opere, insieme alle altre, sono riprodotte a colori, mentre "Scalene Monolith" la scultura ambientale larga 42 metri compare nella copertina del libro. Le sculture di Beverly Pepper sono state fotografate dai più celebri fotografi quali Gianfranco Gorgoni, Ugo Mulas, George Tatge e John Ross.

Beverly Pepper ha lavorato ampiamente e numerose sono le sculture ambientali negli Stati Uniti, in Europa e in Asia. Tra queste ricordiamo: Manhattan Sentinels un’installazione di sculture in ghisa, alte 12 metri per Federal Plaza a New York; Nuova Twist una scultura alta 5,5 metri realizzata per il Bankers Court Building in Calgary, Alberta, Canada; Denver Monoliths, due sculture massicce realizzate in fusione in pietra, permanentemente installate all’entrata della piazza del Denver Museum of Art , Colorado; Ptolemy’s Wedge, una scultura alta 9 metri per l’edificio disegnato da Cesar Pelli della Minneapolis Central Public Library, Minnesota; Sol I Ombra, un parco largo 30.000 metri a Barcellona, Spagna; Teatro Celle una scultura-teatro in ghisa, prato e tufo, parte della collezione del Parco Scultura Fattoria Celle a Pistoia, Italia; Palingenesis, una scultura ambientale lunga 70 metri in ghisa a Zurigo, Svizzera; Departure—for my Grandmother una scultura lunga 60 metri, in calcestruzzo, rami e catrame a Vilnius, Lituania; e Sacramento Stele, composta di quattro colonne alte 6 metri in pietra grezza per la Environmental Protection Agency. in California.

Beverly Pepper vive e lavora in Italia a Todi, e a New York. Tra i vari riconoscimenti ha ricevuto per ben due volte il Doctor of Fine Art Honorary Degree (Pratt Institute, Brooklyn, NY and the Maryland Institute College of Art, Baltimore, MD); è Accademico di Merito dell’ Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci di Perugia, Italia; è Amic de Barcelone, Spagna ; Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres, Francia; ha ricevuto il Legends Award dal Pratt Institute; ed ha ricevuto il titolo di National Academician dal National Academy Museum and School di New York.

I suoi lavori si trovano nei maggiori musei del mondo, per citarne alcuni: Art Gallery of Ontario, Toronto, Canada; Albright-Knox Art Gallery, Buffalo, NY; The Brooklyn Museum of Art, NY; Centre Georges Pompidou, Parigi, Francia; Corcoran Gallery of Art, Washington, DC; Dallas Museum of Art, TX; Detroit Institute of Arts, MI; Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma, Italia; Hirshhorn Museum and Sculpture Garden, Washington. DC; The Jewish Museum, New York, NY; The Metropolitan Museum of Art, New York, NY; Museu d’Art Contemporari de Barcelona, Spagna; Museum of Contemporary Art, Chicago, IL; Museum of Modern Art, Sapporo, Giappone; Walker Art Center, Minneapolis, MN ed il Whitney Museum of American Art, New York, NY.

Lorenza Trucchi, nota critica d’arte, conosce Beverly Pepper fin dalla sua prima mostra a Roma negli anni ’50. Ha pubblicato numerosi testi di arte contemporanea avvicinando il vasto pubblico italiano ai grandi artisti del Novecento quail Francis Bacon, Alberto Burri, Jean Dubuffet e Jackson Pollock. _ Una grande firma nella critica d’arte Italiana, ha curato pagine di cultura per il Corriere della Sera, La Voce di Montanelli, Il Gazzettino e per periodici quail Leggere e Art Dossier. E’ stata commissario del Padiglione Italia della Biennale di Venezia nel 1982. Ha fatto parte della Commissione Esperti del Settore Arti Visive delle Biennali di Venezia nel 1988 e nel 1990. Ha tenuto la cattedra di storia dell’arte presso le Accademie di Belle Arti di L’Aquila e di Roma dal 1969 al 1994. Dal settembre 1995 al giugno del 2001 è stata presidente dell’Esposizione Nazionale Quadriennale d’Arte di Roma.

Bruno Corà Critico e storico d’arte, é stato docente presso l’Accademia di Belle Arti di Perugia, l’Università di Cassino e di Firenze e nel 1970 é stato uno dei fondatori degli Incontri Internazionali d’Arte di Roma, ed ha contribuito spesso alla loro attività. Fondatore e direttore delle riviste AEIUO (1980-1988) e MOZART (2012) é stato anche direttore del Museo Pecci di Prato, di Palazzo Fabroni di Pistoia, del CAMeC della Spezia, del Museo d’Arte e del Polo culturale di Lugano, nonché direttore delle Biennali di Gubbio nel 1996-97, di Carrara nel 2006 e della Spezia nel 2004 e nel 2006, nonché Commissario per l’Italia della Biennale di Dakar nel 2002.
Autore di pubblicazioni su: Nobuyoshi Araki, Alberto Burri, Lucio Fontana, Antoni Tápies, Piero Manzoni, Enrico Castellani, Yves Klein, Daniel Buren, Gerhard Richter, Joseph Beuys, Georg Baselitz, Anselm Kiefer, Mario Merz, Maria Nordman, Michelangelo Pistoletto, Giulio Paolini, Alighiero Boetti, Sol Lewitt, Robert Morris, Beverly Pepper, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Gilbert & George, Antony Gormley, Francesco Lo Savio, Jan Dibbets, Ettore Spalletti, Bizhan Bassiri, Gunther Förg e altri.
E’ attualmente membro del Comitato esecutivo della Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri di Città di Castello.

Titolo: Beverly Pepper MONUMENTA
Autore: Robert Hobbs;
SKIRA 300 pagine biografia illustrata
Pubblicato: 15 Ottobre 2012, New York
Data evento: 6 dicembre 2012, MAXXI B.A.S.E.

Ufficio Stampa Skira: Lucia Crespi, lucia@luciacrespi.it

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