Roma 2 dicembre 2020

Augenlick: il primo esperimento italiano di teatro immersivo a Tor Pignattara

Debutta al Teatro Studio Uno la nuova tipologia di performance che sta spopolando in USA e Gran Bretagna
di CGRN | Data di pubblicazione 16 febbraio 2015
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Augenblick - L’istante del possibile sorprende prima ancora di cominciare. Gli spazi del Teatro Studio Uno sono irriconoscibili, si può ben dire che il "Teatro" stesso come noi lo conosciamo non c’è più.
La normale suddivisione degli spazi è stravolta, i luoghi trasfigurati, i normali percorsi di fruizione saltati. Tutto è spazio scenico. Niente palco. Niente sedie. Gli spettatori sono "dentro" la scena, chiamati a parteciare all’azione con i perfomer, a seguire la storia seguendoli, a condividere con loro lo spazio.
Lo spazio, appunto. Il contesto del teatro svanisce nell’allestimento creato da Amaranta / Orma Fluens. Il "Teatro" perde i suoi riferimenti e diventa spazio fluido in cui attori e personaggi si incontrano, si scontrano, si parlano, si spalleggiano, si evitano, si rimbalzano. Lo spettatore viene annullato nella sua individualità attraverso una maschera. Ora, fantasma della scena, è libero di percorrere e affondare nei flussi narrativi che si rincorrono negli spazi trasfigurati. Lo spettatore – privato della sua soggettività – diventa parte di un tutto (coloro che guardano) che entra in collisione con gli unici soggetti senza maschera (gli attori). Un cortocircuito che già raccoglie in nuce la sfida profonda che il regista Riccardo Brunetti ha provato a cogliere: rovesciare tutta la liturgia teatrale trasformandola in un rito di iniziazione in cui tutti, nessuno escluso, sono chiamati ad immergersi.
Immersione, appunto. Il superamento dei diaframmi classici del teatro non si realizza solo con lo spostamento dello spettatore nello spazio dell’azione dramamturgica. Il passo deve essere completato dall’immersione sensoriale tutta. E allora attore e spettatore devono condividere gli odori, i sapori e i suoni. Toccare le stesse cose e toccarsi. Guardare le stesse cose e guardarsi.
Man mano che l’immersione – dello spettatore e dell’attore – si concretizza lo spettacolo lievita di intensità e forza, quasi fosse entità autonoma che si rafforza dell’energia profusa nell’azione da tutti i soggetti.
Azione, appunto. Circolare, labirintica, volutamente acefala che impone il pedinamento dei personaggi, l’interazione con la scenografia, l’investigazione dei gesti. Unico modo per decifrare la drammaturgia di Loria e Brunetti, che è necessariamente simbolica, astratta, spezzettata, ellittica. È una storia di amore e morte. Semplice e necessaria. Costruita con la materia dei sogni, dei ricordi e delle sensazioni. Impalbabile e necessariamente "bucata". Lo spettatore deve riempire i vuoti cercando il senso laddove non c’è. O meglio c’è ma ancora non si vede o costruirlo di sana pianta interpretando e riscrivendo la narrazione mentale (sua) che si sovrappone a quella scenica.
La "macchina" teatrale concepita da Amaranta / Orma Fluens è quasi barocca, sicuramente espressionista. Un esperimento complicatissimo e difficilissimo che a volte inciampa nella tensione drammaturgica, nel timing degli ingressi e delle uscite, nella battuta scivolosa ma che nel complesso non scappa, anzi. La struttura tiene benissimo e dà la sensazione di essere una matrice generatrice di senso pressoché infinita, una sorta di microcosmo borghesiano da cui se ne esce frastornati e con la netta sensazione che, anche a spettacolo finito, qualcosa/qualcuno nella residenza Sogol sia ancora vivo e stia raccontando la "sua" storia.


Augenblick- L’istante del possibile
Una Coproduzione Amaranta/Orma Fluens – Teatro Studio Uno

Dal 12 al 22 Febbraio 2015 @ Teatro Studio Uno
Via Francesco Baracca, 52 (Tor Pignattara).
Martedì – Sabato ore 21.00, Domenica ore 18.00

Ingresso 15 euro – Acquisto biglietti on line

Per informazioni

Telefoni: 349.4356219 - 328.3546847
web: www.teatrostudiouno.com
mail: info.teatrostudiouno@gmail.com

Ufficio Stampa
Eleonora Turco
press.teatrostudiouno@gmail.com
329.8027943

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