Roma 16 settembre 2019

Scienza, emozione e divertimento al Parco astronomico di Rocca di Papa

Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 3 maggio 2019
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Per tutto il mese di maggio al Parco astronomico “Livio Gratton” di Rocca di Papa, struttura scientifica di eccellenza nel territorio dei Castelli Romani e della provincia sud di Roma, sarà possibile scoprire le meraviglie e i segreti dell’Universo sotto la guida di esperti. In totale sono ben sei gli Astroincontri di grande impatto emozionale, destinati a un pubblico di adulti e bambini. A organizzare la lunga rassegna di eventi è l’Associazione Tuscolana di Astronomia (ATA), attivamente impegnata da oltre 20 anni nella diffusione della cultura scientifica.

Il primo appuntamento del mese è dedicato ai bambini: venerdì 3 maggio i più piccoli potranno scoprire le bellezze del cielo dapprima sotto la cupola del nuovo Planetario fisso e poi ai telescopi, come dei veri astronomi. Venerdì 10 maggio con la ricercatrice dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN – LNF) Catalina Curceanu si parlerà invece della spettacolare immagine del buco nero supermassiccio al centro della galassia M87, già annoverata come foto del secolo. Anche nell’Astroincontro del 24 maggio verrà affrontato un tema di forte attualità con il ricercatore dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) Federico Tosi: si parlerà della Luna, di cui nel 2019 ricorre il 50° anniversario della conquista, e dei motivi per i quali tornare sul nostro satellite naturale.

Per i più avventurosi sabato 11 maggio si terrà la Night Star Walk: la passeggiata nei pressi del Parco astronomico, lungo i sentieri dei Pratoni del Vivaro, per osservare il cielo stellato a occhio nudo al riparo da fonti di inquinamento luminoso e per apprezzare la ricca flora e fauna locali. Venerdì 17 maggio torna invece la magia degli spettacoli nel Planetario: in programma ben due spettacoli multimediali sul cielo del mese, in cui la scienza e il racconto dei miti legati agli oggetti celesti si fonderanno insieme per regalare al pubblico un’esperienza indimenticabile. L’ultimo appuntamento del mese di venerdì 31 maggio consentirà invece ai visitatori del Parco astronomico di conoscere nel dettaglio le stelle variabili.

A fare da costante di tutti gli appuntamenti del mese sarà l’emozionante osservazione del cielo notturno a occhio nudo e ai telescopi. “Osservare il cielo, i pianeti e le costellazioni, anche attraverso telescopi che permettono di coglierne dettagli altrimenti invisibili sotto la guida di esperti è una grande opportunità che suscita sempre nel pubblico grande interesse ed entusiasmo”, dichiara il Presidente dell’ATA Luca Orrù. Tra gli oggetti celesti visibili nel cielo di maggio – come spiega l’Unione Astrofili Italiani (UAI) – c’è Marte che tramonta intorno alle 23:30 all’inizio di maggio, alle 23:00 circa alla fine. É quindi possibile osservare il pianeta rosso all’inizio della notte, quando è basso sull’orizzonte occidentale. Negli ultimi giorni del mese sarà possibile individuare Giove al suo sorgere, già intorno alle ore 22:00, sull’orizzonte a sud-est. Anche Saturno incrementa il proprio intervallo di osservabilità e a breve si aggiungerà ai pianeti osservabili in orario serale: il pianeta con gli anelli sorge circa due ore dopo Giove e negli ultimi giorni di maggio lo si vedrà pertanto comparire a sud-est intorno alla mezzanotte.

Alte nel cielo, in direzione sud, le costellazioni del Leone e della Vergine, tra le più estese dello zodiaco, dominano la volta celeste del mese di maggio. Non sono molte le stelle brillanti in questa zona di cielo: tra le più facili da individuare, Regolo nel Leone, e Spica, l’unica stella di notevole luminosità della Vergine. Le stelle più brillanti – prosegue l’UAI – le troviamo più a nord – est: Arturo, nel Bootes, la costellazione del “pastore guardiano” delle due orse, e la stella Vega, della Lira, che dominerà i cieli estivi. Continua inoltre il periodo di visibilità ottimale per l’Orsa Maggiore, che si trova praticamente allo zenit. Nelle prime ore della sera, sull’orizzonte occidentale, è possibile ancora ammirare alcune delle costellazioni che sono state protagoniste dei cieli invernali, in particolare l’Auriga, i Gemelli e, un po’ più in alto, la debole costellazione del Cancro.

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