Roma 27 marzo 2017

Sala Santa Rita: L’arte contemporanea incontra la disabilità nell’installazione 30 metri. Auto·Bio·Grafia di Petar Pitocco

Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 16 marzo 2017
CONDIVIDI
MUNICIPI E QUARTIERI

Dopo la mostra “A notion of cosmic Teleology” (5-13 marzo) dell’artista ucraino Aljoscha, un esperimento sulla materia che ha permesso al pubblico di ammirare una serie di opere fluttuanti e in movimento, la Sala Santa Rita torna ad animarsi con la seconda installazione del ciclo di tre previste nel mese di marzo. “30 metri. Auto·Bio·Grafia” (16-21 marzo) racconterà la storia autobiografica di un anno di vita dello studente disabile Petar Pitocco. Lungo 30 metri di carta si animerà la sua splendida grafia dal forte potere evocativo. Il ciclo si chiuderà con “Pirouette” (23-30 marzo), dell’artista Valentina Palazzari, un incontro di materiali utilizzati in ambito edile dal quale sorgerà una struttura ascensionale e dinamica simile ad una giravolta.

Un fiume di parole su un rotolo di carta lungo 30 metri attraversa la Sala Santa Rita che, dal 16 al 21 marzo, ospita la singolare opera del giovane Petar Pitocco. Frammenti di vita quotidiana scritti a scuola, con ricorrenza settimanale nell’arco di un anno, da Petar, uno studente diversamente abile, con la guida di due insegnanti del Liceo Artistico Argan di Roma, Ciro Dimita, che è anche il curatore dell’installazione, e Maria Teodolinda Saturno, esperta di didattica inclusiva.

Un lavoro nato nell’ambito di un’attività di inclusione scolastica, per mezzo della scrittura autobiografica, il cui approdo naturale è una condivisione allargata alla città, che superi le pareti dell’aula, amplificandone nel tempo e nello spazio le possibilità di incontro con diversi interlocutori. Non solo compagni ed insegnanti, ma anche visitatori, passanti, turisti attratti dal potere evocativo delle parole, dalla fluenza visiva della grafia di Petar che ammalia e si fa leggere, scorgere, decodificare, ripercorrere. Una grafia intima che si sposa con lo spazio espositivo che ospita l’installazione, l’ex chiesa, oggi sconsacrata, di Santa Rita.

«Questo lavoro nasce dalla constatazione, condivisa con il collega, della straordinaria bellezza della grafia di Petar e del suo bisogno di comunicare», racconta la prof.ssa Saturno. «Avevamo già collaborato al progetto sull’identità “This is me” - prosegue il prof. Dimita - in cui avevo volutamente coinvolto quattro studenti diversamente abili, i cui autoritratti grafico-pittorici sono stati esposti in una mostra che ho curato negli spazi dell’ex-cartiera Latina. Il riscontro ci aveva entusiasmato, per la prima volta i compagni avevano riconosciuto in loro dei potenziali artisti. Così abbiamo pensato di proseguire insieme il percorso sul racconto del sé».

“30 Metri. Auto·Bio·Grafia” è un’occasione rara per vedere la realtà con lo sguardo di un adolescente diversamente-abile e per scoprire nella realtà della disabilità il potenziale creativo, «soprattutto un’opportunità - secondo il curatore - per abbandonare i propri pregiudizi ed incontrare l’altro, apprezzarne le differenze, comprenderne le affinità e scoprirsi, in fondo, diversi e un po’ più umani».

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Crescita culturale di Roma Capitale - Dipartimento Attività Culturali - Direzione Organismi Partecipati e Spazi Culturali in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.

Petar Pitocco (Sofia, 1996) frequenta il 5° anno del Liceo Artistico G. C. Argan di Roma.

Ciro Dimita, fotografo ed insegnante di Laboratorio delle arti grafiche, cura diversi progetti d’arte fra cui la mostra “This is me” negli spazi dell’ex-cartiera Latina di via Appia Antica.

30 metri. Auto·Bio·Grafia di Petar Pitocco

A cura di Ciro Dimita

In programma a Sala Santa Rita dal 16 al 21 marzo.

Sala Santa Rita Via Montanara (ad. Piazza Campitelli)

INGRESSO LIBERO

Orari di apertura: tutti i giorni ore 16.00-19.00

Sabato 18 e Domenica 19 marzo, ore 11.00-13.00 e 15.00-19.00

Info 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00) www.comune.roma.it/cultura

COMMENTA L'ARTICOLO