Roma 24 maggio 2019

Roma. Il racconto di 100 donne. Mostra fotografica ai Musei Capitolini

Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 4 aprile 2019
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MUNICIPI E QUARTIERI

Chi ci è nata e cresciuta, chi ci vive, chi ci lavora e chi, invece, è solo di passaggio. Ognuna è un tassello fondamentale: storie, non semplici ritratti.

Ecco Il racconto di 100 donne, la mostra ospitata dai Musei Capitolini dal 4 aprile al 12 maggio, un racconto che si compone di scatti attraverso i quali il fotografo e reporter Jacopo Brogioni svela Roma, città protagonista indiscussa di un progetto fotografico firmato Treccani.

L’esibizione è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale - Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, curata in collaborazione con CultRise e allestita dallo Studio Fuksas. Servizi museali di Zètema Progetto Cultura.

Un viaggio, libero da giudizi e pregiudizi, che per diciotto mesi l’autore ha intrapreso attraverso i municipi, i quartieri, le differenti condizioni sociali, alla scoperta di realtà capaci di raccontare le diversità e le innumerevoli contraddizioni che animano la Capitale.
Il risultato è contrastante: un insieme di immagini e di sfaccettature di un luogo che rimane unico, senza tempo. Un ritratto contemporaneo e inedito della Capitale, che viene mostrata così come appare, senza filtri, attraverso le storie, raccolte da Raffaele Timperi, e i volti di 100 donne, con vite e ruoli diversi.
Tra loro ci sono sia personaggi pubblici che sconosciute, lavoratrici la cui professionalità oltrepassa le mura cittadine accanto a persone semplicemente intente a vivere la loro quotidianità.

Un’opera fortemente voluta dall’Istituto Treccani che racconta dunque di madri e di lavoratrici. Di donne che sono impegnate nelle istituzioni, nelle imprese, nell’artigianato, nello sport, nello spettacolo, nella cultura, nel giornalismo, nel sociale, nella moda, nell’arte, nel volontariato. E che lottano quotidianamente.
Donne, come ricordava anche Rita Levi Montalcini, che fu anche presidente dell’Istituto della Enciclopedia Italiana, che hanno sempre dovuto lavorare doppiamente, anche a rischio della propria vita, come il Premio Nobel per la Pace Malala Yousafzai, che fin da bambina ha lottato per affermare il diritto all’istruzione.

Il pensiero è quindi rivolto in particolare alle ragazze, alle giovani donne che visiteranno la mostra ad ingresso gratuito e aperta a tutti. Le immagini e i valori dei racconti illustrati attraverso le fotografie in questo progetto rappresentano la speranza che le nuove generazioni possano raccogliere i frutti dell’impegno di tante donne, e uomini, che hanno lavorato, spesso in silenzio e lontano dai riflettori, per il futuro della città.

Così, accanto alle donne che ricoprono ruoli pubblici si fanno largo le immagini di rifugiate, rom, vittime di violenze, senzatetto, detenute, studentesse, giornaliste, artiste, chef, tassiste, guide turistiche, postine, parrucchiere, poliziotte, impiegate, politiche.

L’Istituto della Enciclopedia Italiana ha tra gli obiettivi primari quello di contribuire alla documentazione e alla comunicazione della contemporaneità. Attraverso quest’opera intende incentivare, servendosi di un linguaggio fotografico e di una lettura deliberatamente connotata al femminile, la consapevolezza del legame indissolubile che sussiste tra lo spazio urbano e la comunità che lo crea, lo abita e lo attraversa.
Uno spazio collettivo del quale riscoprire e ribadire, attraverso la cultura, l’identità multiforme e profonda.

L’autore non ha dunque voluto dare di Roma la classica immagine da "cartolina". Ha osservato la città, e lo ha fatto dall’alto. Perché dall’alto si notano meno i capolavori del barocco svettare sulle antichità imperiali, si ha la possibilità di percepire il potente movimento della metropoli, l’intreccio sempiterno e continuo di milioni di uomini e donne impegnati in piccole azioni.
Un meccanismo casuale e perenne che dà vita a Roma, un susseguirsi di sincronia e asincronia che scandisce il battito della Città Eterna, che appunto non si ferma mai, come una creatura vivente che si muove grazie ai molteplici gesti che la animano in un’alternanza tra coordinazione e disordine.

L’obiettivo è diventato raccontare Roma oggi, attraverso ciò che la rende viva, con le diverse attività umane che la contraddistinguono, mosse da fini, intenzioni, sogni, paure spesso in contrasto tra loro.

Per tutta la sua storia Roma ha vissuto di contraddizioni, un luogo dove sacro e profano si sono incontrati costantemente per ventotto secoli, genitrice della nostra contemporaneità. Proprio quest’anima materna ha portato al passo successivo: la scelta della donna come soggetto attraverso cui rappresentare e raccontare la Città Eterna.

Donne che nella società ricoprono ruoli diversi, che vivono in quartieri distanti, di provenienze sociali di ogni tipo: dalla senza tetto alla professionista e all’imprenditrice motori dell’economia nazionale, in apparenza senza alcun legame tra loro ma che in comune hanno invece Roma. Ognuna di loro ha un peculiare rapporto con questa città, un proprio punto di vista. Per l’autore Jacopo Brogioni l’immagine è quindi il prodotto di tanti elementi, la foto vuole contestualizzare la personalità e raccontare ciascuna donna tramite il luogo con cui ha un legame profondo.

100 volti, 100 vite, 100 ruoli: 100 donne capaci di raccontare una storia, quella di Roma, senza giudizi, né morali, né denunce. Solo storie che rappresentano oggi l’identità della Capitale vista con gli occhi delle 100 protagoniste.

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