Roma 19 ottobre 2018

"QUER 16 DE OTTOBBRE" DI ALBERTO CIARAFONI AL TEATRO GHIONE

In occasione del settantacinquesimo anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma
Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 12 ottobre 2018
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Lunedì 15 ottobre 2018 alle 20.45 a Roma presso il Teatro Ghione (via delle Fornaci, 37), in occasione del settantacinquesimo anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma (16 ottobre 1943) si terrà la rappresentazione teatrale Quer 16 de Ottobbre di e con Alberto Ciarafoni, tratto dall’omonimo libro di Alberto Ciarafoni edito da Il Torchio.

Alberto Ciarafoni
QUER 16 DE OTTOBBRE

Il 16 ottobre 1943 alcune truppe tedesche hanno effettuato il rastrellamento del ghetto di Roma, consistito in una retata di persone, appartenenti alla comunità ebraica. La prospettiva del cantastorie è il punto di vista popolare, che accorcia la distanza tra i fatti e la loro incidenza nella memoria e nel cuore delle persone. Il narratore, attore e spettatore della tragica epopea, assume quindi la “lingua del popolo”, celando nel sonetto un’abilità letteraria alimentata dalla tradizione dialettale romana.
Leggendo queste pagine il lettore è immesso nello scenario gravido delle oscure minacce del “sentito dire” sulla sorte dei Giudei romani ed è avvolto dall’incredulità, nata dalla lettura ingenua della politica degli occupanti: da parte della comunità del Ghetto che crede nel rispetto dei patti, infatti, non ci sono né malizia, né sospetto. All’improvviso esplode il grido affannato di un’umile “donnetta venuta da Trastevere” che pensa di conoscere la verità: come in una sacra rappresentazione è un messaggero del popolo a dare inizio alla narrazione epica che scorre poi attraverso tappe in un crescendo verso la crudeltà della deportazione finale. Ogni tempo della vicenda richiama fatti consegnati alla Storia, intrecciati a vivide immagini delle vittime ignare e disperate, strappate alla loro casa, ai loro luoghi di lavoro e di affetti.
Questo tragico episodio diventa uno spunto per sconsolate riflessioni sul mistero del male in relazione alle regole delle opportunità politiche e alle leggi di quel Dio del Popolo Eletto che a un tratto sembrano essere state tradite. Nel libro è evidenziata soprattutto la componente popolana e la loro condizione di lavoratori semplici, operosi, rispettosi del Sabato ma, nello stesso tempo, assorbiti completamente nel tessuto romano tradizionale, nel suo linguaggio e nelle sue abitudini.

Alla fine del racconto, cominciato il 15 ottobre del 1943, lo spettatore assiste attonito alla sparizione di ‘quella’ gente nei vagoni verso l’annientamento e cerca di pensare a cosa si prova in quella situazione. L’immaginazione, però, si smorza nella pietà e nell’impotenza.

L’autore: Diplomato attore alla Scuola di Teatro La Scaletta, collabora con la Fondazione Teatro dell’Opera di Roma ed è anche regista. Fra i suoi ultimi lavori, la messinscena del Rigoletto di Verdi (sue anche scene e costumi) che a Genova ha riaperto alla lirica il Teatro Gustavo Modena. Sta lavorando alla rifinitura del testo ’A ritorzione sull’eccidio delle Fosse Ardeatine e al montaggio del video Ta-pum, che ricorda l’artista clarense Nino Piccinelli, autore del celebre canto.

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