Roma 22 ottobre 2018

Arlecchino servitore di due padroni regia Giorgio Strehler all’Argentina

15 ● 20 maggio 2018 Teatro Argentina
Comunicato stampa - editor: M.C.G. | Data di pubblicazione 15 maggio 2018
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MUNICIPI E QUARTIERI

Arlecchino servitore di due padroni
di Carlo Goldoni

regia Giorgio Strehler
messa in scena Ferruccio Soleri con la collaborazione di Stefano de Luca

con Enrico Bonavera
e con (in ordine alfabetico) Giorgio Bongiovanni, Francesco Cordella
Alessandra Gigli, Stefano Guizzi, Pia Lanciotti, Sergio Leone, Lucia Marinsalta
Fabrizio Martorelli, Tommaso Minniti, Stefano Onofri, Annamaria Rossano
e i suonatori Gianni Bobbio, Francesco Mazzoleni
Matteo Fagiani, Celio Regoli, Elisabetta Pasquinelli

scene Ezio Frigerio
costumi Franca Squarciapino
luci Gerardo Modica
musiche Fiorenzo Carpi
movimenti mimici Marise Flach
scenografa collab. Leila Fteita
maschere Amleto e Donato Sartori

orari spettacolo
prima ore 21.00
martedì e venerdì ore 21.00
mercoledì e sabato ore 19.00
giovedì e domenica ore 17.00
lunedì riposo
durata tre ore con due intervalli

produzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

"Un atto d’amore assoluto per il teatro"

Arlecchino servitore di due padroni è, come affermava Giorgio Strehler, “memoria vivente”. Un inarrestabile fiume in piena con protagonisti Ferruccio Soleri ed Enrico Bonavera che incantano il palcoscenico. Perché «Arlecchino è sempre uguale e sempre diverso», scriveva il maestro, ed è «libero dal tempo che passa». Fra squilli di tromba e battere di grancassa, Arlecchino, con il suo vestito a pezze multicolori e la sua maschera da gatto, trascina con la sua inarrestabile carica di energia e di emozione, riproponendo i lazzi, i duelli e le risate, ma soprattutto la poesia, il “teatro puro” della drammaturgia goldoniana, nella versione registica ideata da Strehler nel 1947. A distanza di 70 anni l’opera non ha perso la sua energia e la sua originalità, soprattutto linguistica, risultando lo spettacolo più visto nel mondo. Una grande famiglia, un vero e proprio manifesto di un modo di fare teatro, in cui trovano posto anche interpreti più giovani in un ideale passaggio del testimone con i loro predecessori.
Un esempio di commedia dell’arte sorprendentemente agile, incastonata in un palco metateatrale, intorno e dentro al quale agiscono i vari personaggi, le varie maschere, a comporre una allegra e colorata festa con segreti, giuramenti e scambi di persona.

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