Roma 19 aprile 2014
27 settembre 2011

ACQUEDOTTO ALESSANDRINO: UN BENE PREZIOSO LASCIATO MARCIRE. UNA PROPOSTA DAL CDQ TORPIGNATTARA

Comunicato stampa - editor: CGRN
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Sono anni ormai che l’Acquedotto Alessandrino e l’adiacente Parco Sangalli versano in uno stato pietoso.
Il parco è ormai solo il ricettacolo di immondizia e persone senza fissa dimora.
Gli splendidi resti dell’acquedotto sono invece ormai preda di writers d’accatto, cani randagi e gruppi di spacciatori.

L’intera area si è trasformata da parco archeologico a degradato simbolo dell’incuria e dell’inefficienza.
Un non-luogo dove tutto è possibile fuorché viverne la struggente bellezza.

In un qualsiasi parte del mondo occidentale (e non solo) quest’area verrebbe tutelata, preservata e valorizzata. Sarebbe un vanto della città e anche un fonte di reddito.
A Roma e, nello specifico, a Torpignattara è invece il peggior posto dove andare a passeggiare. Il peggior posto dove chiacchierare. Il peggior posto dove far giocare i propri figli.

Il CdQ sta monitorando la zona in modo discreto ma costante da almeno 3 mesi e, quindi, può tranquillamente affermare che le ultime iniziative prese per tutelare Acquedotto e Parco sono state assolutamente insufficienti. C’è bisogno di una cura drastica, di un progetto forte, di una visione diversa. Se non si interviene in fretta e bene la situazione potrebbe sfuggire di mano in modo definitivo.

Come CdQ Torpignattara abbiamo elaborato una proposta che gradiremmo discutere con le autorità competenti e con la cittadinanza tutta.

Il progetto consiste in 5 semplici punti

- recinzione (con "lance" in ferro battuto) dell’intera area archeologica e del parco (vedi immagine in allegato).
- chiusura nelle ore notturne del parco e dell’area archeologica
- creazione di una area ristoro (in cui sia proibito vendere alcolici nelle ore diurne)
- creazione di un infopoint e un centro prenotazione per visite guidate
- realizzazione di un’area giochi per bambini

Crediamo che tale proposta abbia il pregio di essere ragionevole, realistica e di tener conto di un fattore troppo spesso ignorato dalle associazioni di base: la sostenibilità economica.
Pensiamo, infatti, che il progetto sia fattibile solo se si assume come presupposto che il punto ristoro, l’infopoint e il centro prenotazioni non possano essere gestiti in modo pubblico (e quindi potenzialmente in perdita) ma da un soggetto privato (cooperativa, società o associazione) che abbia l’interesse a ottenere un rientro economico dalla sua attività.
In tal modo - al netto della recinzione che dovrebbe essere realizzata dalle istituzioni competenti - i servizi essenziali (chiusura/apertura, pulizia, gestione ordinaria del verde e delle immondizie) potrebbero essere erogati a costo zero dal "gestore del parco". Ovviamente andranno creati gli opportuni vincoli temporali e di qualità del servizio per evitare che il soggetto si trasformi da "gestore" a "padrone" del parco.

Secondo il CdQ Torpignattara questa soluzione (semplice, efficace ed economicamente sostenibile) restituirebbe uno spazio meraviglioso alla cittadinanza, ridarebbe finalmente slancio all’intera area rendendo l’acquedotto il punto di partenza di un percorso virtuoso di riscoperta della bellezze del quartiere e dell’intero Municipio.

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